venerdì 12 giugno 2026 Anno 187 · N. 68.463

Fondato nel 1839

La gazzetta viva di Madrid

Archivio

Aneddoti di Lhardy

Una breve selezione dall'aneddotario di Lhardy, scenario storico e letterario di Madrid, degli ultimi secoli.

Testimonianze (le stesse della prima pagina):

1839

Il primo ristorante spagnolo

Decorazione storica della casa Lhardy

Lhardy è il primo ristorante spagnolo creato così come oggi si concepisce la ristorazione pubblica: il prezzo fisso, i menu per iscritto o i tavoli separati sono norme introdotte dallo stesso Emilio Lhardy nel commercio alberghiero della prima metà dell'Ottocento. E basterebbe ricordare, a sostegno di questa tesi, che il fenomeno sociale del ristorante nasce in Francia (cinquant'anni prima della fondazione di Lhardy), quando, in conseguenza della Rivoluzione, la nobiltà cade in disgrazia e tanto i cuochi quanto i domestici devono cercare un'applicazione borghese alla loro abilità.

1847

La Regina fugge dal Palazzo

La Sala Isabellina di Lhardy

Verso il 1847, la stessa regina Isabella II fuggì dal Palazzo e andò a cenare da Lhardy con le sue dame di servizio. Anche Alfonso XII venne più volte in incognito, incontrando nelle sue sale amici e personaggi della vita madrilena. La consacrazione regia della Casa fu fondamentale. La frase «ho visto il Re, entrava da Lhardy» era un commento frequente. Famoso fu anche il saluto che gli rivolse Frascuelo, il torero gitano, vedendo il Re entrare da Lhardy: «Olé per il Re gitano!»

1885

Arriva il telefono… e i primi scherzi

Nel 1885 il telefono viene installato da Lhardy, quando a Madrid c'erano solo 49 abbonati, molti dei quali presero così l'abitudine di prenotare il tavolo e ordinare a domicilio. Quello strumento di progresso diede luogo anche ai primi scherzi telefonici: «Sappiamo che avete zampe di maiale, trippa e testa di cinghiale, ma sicuramente non avete reni…» (in spagnolo, «non avere reni» significa anche mancare di fegato). Passati i primi fastidi, Agustín Lhardy reagisce con il suo proverbiale umorismo: «… e non dimentichi che ho anche ossa di santo» (huesos de santo, dolce tradizionale spagnolo).

Parador de Gredos

Lhardy inaugura il primo Parador Nazionale

Il primo Parador Nazionale spagnolo, quello di Gredos, fu inaugurato da Lhardy e contò su cuochi e camerieri della Casa per un paio d'anni, dando così inizio al prestigio alberghiero della Rete dei Paradores Nazionali.

1885

Il samovar d'argento e le signore sole

Il samovar d'argento della bottega di Lhardy

Nel 1885 si introduce la tradizione del consommé self-service dal samovar d'argento, che tanto successo ebbe tra le dame dell'epoca. È opportuno segnalare che Lhardy fu il primo locale madrileno in cui fu permesso alle signore di venire da sole. Un vero segno nella storia dell'emancipazione femminile spagnola.

1916

Mata-Hari pranza da Lhardy

Al volgere del secolo, nel 1916, l'esotica ballerina Mata-Hari viene arrestata come spia, all'Hotel Palace, poco dopo aver pranzato da Lhardy.

Zarzuela

«Tortilla al ron»: Lhardy nel ritornello

Un altro avvenimento che riguarda Lhardy è la prima della zarzuela buffa «Tortilla al ron» (Frittata al rum). Il locale viene nominato nel ritornello di un cantabile dell'opera che doveva essere ripetuto dal pubblico, e acquisì così grande popolarità tra i madrileni dell'epoca.

1890

«Plato del día»: nasce la critica gastronomica

Il servizio in sala di Lhardy

Anticipando la moderna critica gastronomica, il maestro dei giornalisti Mariano de Cavia tenne su «El Liberal» una rubrica quotidiana intitolata «Plato del día» (Piatto del giorno), spesso nutrita di riferimenti a Lhardy. Manteneva una stretta amicizia con Agustín Lhardy, con il quale appare travestito da cuoco in una famosa fotografia.

c. 1850

Nel dizionario di Madoz

A metà Ottocento a Madrid non si parlava che di Lhardy come luogo immancabile dei pranzi di lusso, e Pascual Madoz lo include nel suo Dizionario Geografico.

Il notevole decoratore Rafael Guerrero stabilisce la nuova fisionomia di Lhardy.

Alfonso XII

Il Re, in incognito

Alfonso XII venne più volte in incognito, incontrando nelle sale di Lhardy amici e personaggi della vita madrilena.

c. 1880

La facciata di mogano del Secondo Impero

Il banco storico della bottega di Lhardy

Il gusto del Secondo Impero, dotato di quell'eleganza di alta borghesia che torna oggi ad affascinarci, si delineò nel disegno della facciata di Lhardy, costruita con magnifico mogano di Cuba, simbolo di quelle che furono le province spagnole d'oltremare. La decorazione interna della bottega, con i suoi due banchi contrapposti e lo specchio in fondo, sopra l'opulenta consolle che sostiene la «bouilloire» e la fine bottiglieria, rimane intatta, così come fu progettata e realizzata da Rafael Guerrero. Le sale da pranzo concepite come Sala Isabellina, Sala Bianca e Sala Giapponese conservano le carte da parati dell'epoca: i camini, le guarnizioni e gli ornamenti sono citati nelle opere di Galdós, Mariano de Cavia, Azorín o Ramón Gómez de la Serna.

1900

I candelabri della «Tosca»

Argenteria storica di Lhardy

In occasione della prima dell'opera «Tosca» al Teatro Real nel 1900, Lhardy prestò i suoi candelabri d'argento cesellato per le rappresentazioni e servì il buffet della prima.

Sala Giapponese

Cospirazioni e conciliaboli

Un angolo della Sala Giapponese di Lhardy

Tra le sale da pranzo di Lhardy, quella che custodisce più segreti della storia di Spagna è la Sala Giapponese, dove si svolsero ogni sorta di cospirazioni e conciliaboli. Fu l'angolo preferito del generale Primo de Rivera per riunioni riservate di ministri e personalità della dittatura e, per contrasto, fu qui che si decise la nomina di Niceto Alcalá Zamora a presidente della Repubblica.

Ma l'atmosfera di questa sala esotica conserva altri ricordi più frivoli, come quello della seducente canzonettista Consuelo Bello, «La Fornarina», che divenne l'attrazione culminante della Madrid del primo quarto del Novecento, nel cui firmamento brillavano stelle del genere leggero abbaglianti come La Goya e La Chelito.

La Fornarina, che aveva trionfato in un teatrino che si chiamava anch'esso El Salón Japonés, amava riunirsi in questa sala di Lhardy con alcune amicizie per celebrare i suoi successi.

Banchetto doppio

Edizione di lusso ed edizione economica

Uno degli avvenimenti più curiosi di quest'epoca fu il banchetto in omaggio al madrilenista Ramón Gómez de la Serna, in doppia versione: una da Lhardy e l'altra a «El Oro del Rhin». Secondo le affinità e le rivalità degli organizzatori, gli invitati si divisero tra i due locali nello stesso giorno. I cronisti, mutuando il linguaggio editoriale, parlarono di edizione di lusso (Lhardy) e di edizione economica (El Oro).

Teatro

Omaggio a Ermete Novelli

Si rese omaggio anche al commediante italiano Ermete Novelli, che recitò nel nostro Paese al Teatro de la Comedia, trionfando con «Los domadores» (I domatori), opera di Sellés.

1943

La cena di fine secolo

Tavola apparecchiata all'antica da Lhardy

Nel 1943, l'impresario teatrale Conrado Bianco organizza nella Sala Isabellina di Lhardy la cosiddetta «cena di fine secolo», una replica di quella celebrata nel 1899, alla quale bisognava partecipare vestiti alla moda dell'Ottocento e nella quale si convenne di non parlare, pena una multa di venti duros, di alcun argomento del secolo in corso.

1901

Nasce la Società Filarmonica di Madrid

La Società Filarmonica di Madrid nasce nel 1901 da una missiva scritta da Agustín Lhardy, dall'ingegnere Félix Arteta e dal farmacista Félix Borrell, durante una tertulia tenuta da Lhardy nella quale manifestavano alle personalità dell'epoca l'intenzione di fondare detta società.

1903

Due pranzi per Ramón y Cajal

Nel 1903 si celebrò al Teatro Real di Madrid il Primo Congresso Internazionale di Medicina in omaggio all'istologo e Premio Nobel Santiago Ramón y Cajal. Durante il congresso, Lhardy servì due pranzi.

1944

Cena di gala per Manolete

Manuel Rodríguez «Manolete», uno dei miti taurini più ricordati, fu omaggiato con una cena di gala nel 1944.

Cinema sonoro

Un dopopranzo fonda gli studi CEA

Da un dopopranzo celebrato da Lhardy nacque la felice idea di fondare gli studi cinematografici CEA (Cinematografía Española y Americana). Tra i presenti che decisero di unirsi ai professionisti del cinema sonoro vi furono: Jacinto Benavente, Carlos Arniches, i fratelli Álvarez Quintero, Manuel Linares, Pedro Muñoz Seca, Ignacio Luca de Tena, ecc.

Lettere

Baroja e Azorín, omaggiati

Baroja e Azorín furono splendidamente omaggiati dai librai spagnoli in uno stesso banchetto.

Anni '50

Le tertulie degli anni Cinquanta

Interno delle sale da pranzo di Lhardy

A partire dagli anni '50 proliferano le tertulie attorno a personaggi della vita spagnola, tra i quali spiccano Enrique Chicote (sull'arte scenica), José María Sacristán (umanistica), Domingo Ortega (taurine), Antonio Rodríguez-Moñino (letterarie), Jiménez Quesada (mediche), Pedro Sainz Rodríguez, Julio Camba, José María Alfaro o il Marchese di Desio (eminentemente gastronomiche).

Anni '60–'70

Eminenze scientifiche e la Confraternita della Buona Tavola

Nella sua storia più recente, spiccano le tertulie degli anni Sessanta che riunivano eminenze scientifiche del rango dei dottori Marañón, Pozuelo, López-Ibor, Rof Carballo e Jiménez Quesada, tra gli altri. Negli anni Settanta, il Conte de los Andes, il Marchese di Desio, Víctor de la Serna, Rafael Ansón e un gruppo di entusiasti dei piaceri del gusto scelgono Lhardy per istituire la Cofradía de la Buena Mesa (Confraternita della Buona Tavola).

16 gennaio 1986

L'omaggio che non poté essere: Tierno Galván

Il 16 gennaio 1986 tutto era pronto per celebrare un omaggio a Enrique Tierno Galván, personaggio singolare della cultura spagnola e sindaco storico della Madrid della transizione politica. Quello stesso giorno don Tierno moriva e l'omaggio dovette essere annullato.

150º anniversario

Omaggio alla Regina Sofia

Compiuto il secolo e mezzo della storia di Lhardy, la regina Sofia fu oggetto, nelle sue sale, di un omaggio convocato da Agustín Rodríguez Sahagún, sindaco di Madrid, al quale presero parte don José Prat, socialista storico e presidente dell'Ateneo di Madrid, Gustavo Villapalos, rettore dell'Università Complutense, e numerosi altri accademici.

30 giugno 1992

Il ristorante «con più cultura tra le sue mura»

Sala di Lhardy preparata per un grande banchetto

Il 30 giugno 1992 Lhardy si unisce agli eventi della Capitale Culturale di Madrid celebrando un banchetto al quale parteciparono più di quattrocento personalità dell'arte, delle lettere e del giornalismo madrileno. Tra gli altri, il ristorante «con più cultura tra le sue mura» (come scrisse la stampa) accolse Antonio Buero Vallejo, Francisco Umbral, F. Vizcaíno Casas, J. L. López Aranguren, José M. Alfaro, José Prat, Alberto Schommer, Juan Gyenes, e un lunghissimo eccetera.

San Isidro

Le tertulie della Feria

Per tre anni si fecero rivivere da Lhardy le tradizionali tertulie della Feria di San Isidro, sul modello di quelle condotte da Antonio Díaz-Cañabate e Domingo Ortega negli anni Cinquanta.

Marzo 2001

I 10 toreri del XX secolo

Nel marzo 2001 si celebra l'elezione dei «10 toreri del XX secolo», con i seguenti finalisti: José Gómez Ortega «Gallito», Juan Belmonte, Domingo Ortega, Manuel Rodríguez «Manolete», Antonio Ordóñez, Pepe Luis Vázquez, Santiago Martín «El Viti», Antonio Bienvenida, Curro Romero e Paco Camino.

La giuria era composta da José L. Suárez-Guanes, Carlos Abella, Ambrosio Aguado, Juan L. Cano, Andrés Fagalde, José L. González, Carlos Ilián, Manuel Molés, Juan Posada, Julio Stuyck, Joaquín Vidal, Javier Villán, Vicente Zabala e Carmen de Esteban.

Nella tradizione romantica delle nuove sale

La sala Sarasate, una delle nuove sale di tradizione romantica

Lhardy, scenario storico e letterario di Madrid degli ultimi due secoli, all'inizio del terzo della sua esistenza ha conosciuto un discreto ampliamento, con tre sale che ne aumentano la capacità e la bellezza, nel romantico stile della casa. Conservare l'atmosfera di evocazione che miracolosamente sopravvive da Lhardy, intatta dopo tanti anni, è stato un lavoro di acuta sensibilità. Si tratta di spazi ricavati da antiche superfici ausiliarie dello stesso edificio e di altri sviluppati in un piano contiguo.

Desidero sottolineare che nulla è stato alterato nell'intangibile ambito del Lhardy di sempre. Una decorazione rispettosa ha creato ambienti difficili da distinguere dalle altre sale classiche di Lhardy, con trattamento di fregi in «boiserie» e ornamenti dei soffitti in stucchi «fin de siècle».

Tutti i quadri presentati in queste nuove sale, eccetto due del maestro Palermo, sono originali di Agustín Lhardy, l'eccellente impressionista proprietario di questa casa, discepolo di Haes e pittore di paesaggio notevole quanto i suoi amici Beruete e Regoyos.

Con ottimo criterio si sono dati a queste sale da pranzo nomi che ricordano la passione musicale di Emilio e Agustín Lhardy, consacrandole a Sarasate, Gayarre e Tamberlick, abituali frequentatori delle tertulie del romantico ristorante. Questa sfumatura musicale, estranea ad altre suggestioni parziali di protagonisti della storia, dà tutto il loro carattere alle antiche collezioni di Lhardy.

Mas espacios del grupo